EKOs 3-5

08 febbraio, H 19

Razionale ma non troppo

Martina Calderisi (Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione)

L’essere umano è un animale razionale, come sostenuto da Aristotele? La risposta a questa domanda non è univoca e dipende, sul piano normativo, dalla definizione di razionalità cui si aderisce e, sul piano descrittivo, dall’interpretazione dei dati sperimentali disponibili che si considera più convincente.

A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, gli psicologi cognitivi Amos Tversky e Daniel Kahneman hanno condotto una serie di esperimenti volti a rivelare gli errori (o bias) che gli umani commetterebbero in modo sistematico quando ragionano o decidono in condizioni di incertezza. Gli studi di Kahneman e Tversky hanno avuto un enorme impatto e risonanza nella comunità accademica ma non solo, e hanno innescato un dibattito tanto vivace da meritare l’appellativo di “guerra di razionalità” (Samuels, Stich & Bishop, 2002) e tuttora in corso.

L’8/02/2022 gli strumenti della filosofia ci aiuteranno a tracciare un quadro generale di tale dibattito e a esaminare più in dettaglio uno dei (presunti) bias su cui verte: la fallacia del tasso di base (o base-rate neglect).

11 febbraio, H 19

Fenomeni, numeri, decisioni

Giovenale Moirano (Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Scienze Mediche)

L’analisi dei dati è uno strumento fondamentale per comprendere fenomeni, acquisire nuove conoscenze e valutare pratiche politiche.

Le società moderne hanno utilizzato questo approccio in maniera crescente per indirizzare decisioni collettive. Basti pensare all’etimologia del termine “Statistica”, che deriva dal vocabolo “Stato” e fa riferimento, nella quasi totalità dei linguaggi europei, alla constatazione per cui le prime informazioni su fenomeni reali sono state raccolte ed organizzate ad opera degli organismi statali che ne erano anche i principali utilizzatori. I dati, tuttavia, devono essere processati e analizzati e interpretati correttamente per essere veicolo di informazioni utili.

Nel seminario verranno discusse sia le principali fonti di distorsione statistica che possono portare ad errati risultati, sia i principali bias cognitivi che possono portare ad una errata interpretazione dei risultati.

15 febbraio, H 19

Introduzione all’epistemologia politica

Giorgio Matteoli (Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione)

Cos’hanno in comune un geometra della tarda accademia platonica, un astronomo alessandrino di età ellenistica, un astrologo bizantino, un matematico del Grand siècle, un chimico tedesco dell’Ottocento e un fisico dell’MIT?

Tutti, iniziando a studiare il mestiere loro, dovettero acquisire una precomprensione, più o meno tacita, di che cosa dovessero fare e del perché dovessero farlo. E tutti, autodidatti compresi, dovettero rivolgersi a un maestro più anziano (ma il singolare è di convenienza) preposto a fornirgliela. La sua funzione nell’iniziare alla disciplina prescelta fu sempre la medesima: ars excerpendi – insegnare che cosa, di tutta la conoscenza del passato che si era stati capaci di conservare, meritasse di essere studiato e tramandato e cosa invece andasse, se non proprio distrutto e dimenticato, almeno tralasciato.

Una tradizione inveterata di matrice positivistica ha voluto leggere (e legge tuttora) tale processo di trasmissione generazionale dei saperi come un movimento di pure idee, in cui a sopravvivere alla dimenticanza, accumulandosi come neve in una valanga, sarebbero solo le conoscenze migliori – quelle vere. Ma è davvero così?


Ne discuteremo al seminario, facendo riferimento a una tradizione recente, l’epistemologia politica, nata per mettere in questione la presunta ovvietà di tale processo.