EKOs 1-2

18 gennaio, H 19

Inquinamento da micro- e nanoplastiche: origine, analisi, sfide e l’approccio europeo

Luca Maurizi (Aalborg Universitet, Department of the Built Environment)

Fino a una ventina di anni fa, la plastica era davvero considerata una soluzione innovativa alle più svariate esigenze tecniche e scarsa era la consapevolezza circa i suoi possibili effetti deleteri sull’ambiente. La ricerca ha poi svelato i risvolti estremamante negativi del nostro “mondo di plastica”, portando alla luce aspetti che i nostri “occhi innamorati” preferivano non vedere.

Uno di questi è l’inquinamento da micro- e nanoplastiche, ossia l’ubiquitaria presenza di minuscoli frammenti di plastica in qualsiasi ambiente naturale o artificiale. Cosa sappiamo del fenomeno? Come lo quantifichiamo? Dovremmo preoccuparcene?

Il 18/01/2022 esploreremo insieme questo fenomeno e vedremo come la scienza sta cercando di affrontarlo. Non mancare!

25 gennaio, H 19

La bellezza sospesa: Repubblica di Venezia e gestione delle acque in età moderna

Francesco Luzzini (Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Filosofia e di Beni Culturali/Johns Hopkins University)

Non è possibile comprendere la storia della Serenissima, città eternamente contesa tra terra e mare, senza studiarne l’ambiente: un contesto idrogeologico in apparenza inadatto ad ospitare una città con ambizioni di durata. Eppure Venezia seppe smentire ogni pronostico, e lo fece grazie a un ribaltamento di prospettiva semplicissimo e azzardato: decise di vivere sul mare e del mare, investendovi le stesse risorse – economiche, militari, politiche, scientifiche, culturali – tradizionalmente riservate da altri alla terraferma. Fu così che, da punto debole, il fragilissimo sistema lagunare divenne un punto di forza; e Venezia diede vita a un impero e una civiltà che produssero tanta bellezza, sapere e ricchezza da resistere al vaglio dei secoli.

Questo successo fu raggiunto a prezzo d’un continuo sforzo di “equilibrismo ambientale” tra città e laguna che ebbe nella gestione delle acque la sua espressione più concreta, e il cui studio – come si cercherà di dimostrare – ci stimola a riflettere senza pregiudizi sul confine tra “naturale” e “artificiale”, così da contribuire al dibattito ambientale con un approccio meno dogmatico e fazioso – e, dunque, più efficace.